.
Annunci online

 
esperimento 
Un tentativo per uscire dal ghetto dei pregiudizi
<%if foto<>"0" then%>
Torna alla home page di questo Blog
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  Informazione alternativa
Le mie foto
Eduplanet
Sionismo, Istruzioni per l'uso
Ella Abukassis
Per poter navigare liberamente anche sotto dittatura
Direttamente da Israele
Centro internazionale per gli studi sul terrorismo
Sapere cos'è il terrorismo
Purim 1946
Tutto su Sderot
Historiaweb
Vedute aeree
Ebraismo in Italia
Informazione corretta
Associazione per lo studio degli ebrei italiani
Marc Alan Di Martino
Roma ebraica
Fonte sicura
Tour virtuale di Gerusalemme
Roman project
Blog sulla Nasa
Davka project
Hasbarà
Middle East Media Research
Progetto Davka
Mizrachi
Il libro di Pierre C.
Notizie in francese
Blog franco-israeliano
Page di J. Richman
Frontpage
Tesi di laurea interessanti
todayworldnews blog as partial mass media give...
Yavne olamì
Strade di Gerusalemme
Osservatorio internazionale sui media
Maariv
Mappe di Israele
Bellissime foto da Israele
Storia dell'Esperia
I canali dell'odio
Mei
Roma anni '60
Strategy page
Daniel Pipes in italiano
Foto
E-dezani
Arabi per Israele
Falafel game
Giorgio Perlasca
Bedlam
Quaderni radicali
We Should Not Forget
I-cool
Pakistan today
Broadsword
Libertà per Shoaib Choudhury
Imparare divertendosi
Checkpoint di Kahlandia
Moleskina
La Gerusalemme sconosciuta
Bimbi palestinesi
Mike Silverman
Passig
Calabria-Israele
Jkatz
Refuseniks musulmani
Gli argomenti umani
Hazon Yeshaya
Un biglietto per il Paradiso
Tempio dei giovani
Comunità religiose islamiche
Una vita da ricordare
Quanto sai sul conflitto arabo-israeliano? Text your knowledge
Cox & forkum
I Caraiti di Crimea
Tour virtuale di Israele
Reshet bet
Yediot Acharonot
Ponte Azzurro
Essere liberi
Grouchyoldcripple
Zotzap
Metransparent
Meimad
Israel21c
Deliri adrenalinici
Poemi per i rapiti e gli assassinati
La guerra dei 6 giorni
Canale satellitare israeliano
Bruscocartoons
Scopri Israele con una mappa interattiva
I parchi naturali in Israele
La politica estera di Tocqueville
Rassegna stampa estera
Radio israeliana 102 FM
Notizie dall'Iran
Latte e miele
Elenco delle organizzazioni terroristiche nel mondo
Il film di Anna
Traduci on line dall'inglese
Storielle in inglese da ascoltare
Ein Bokek
Ebrei profughi dalla Libia
Ghetto di Venezia
English easy short stories
Benny Fadlun - Musica ebraica in Italia
Impara i verbi in ebraico
Per la democrazia in Iran
L'orient le jour, quotidiano libanese
http://www.liberte-algerie.com/
My Heritage
Samantha Burns
Vignette di Boomka
Bypassa le password
EC
Archivio dei film di Spielberg
Elenco di links interessanti (anche se non tutti funzionano ancora)
Guysen
Aaarons
Carlo Panella

I risultati della Commissione diritti umani dell'Onu
Graziano Gallo
Blog DRom
Romanolil
Big Pharaoh
Contro la schiavitù

Notte d'oriente
Jerusalem Newswire
Dipitech online
I figli di Noè
Israele dietro le notizie
Musica

Brani di MP3 israeliani
David Broza
Reggae chasidico
Kol Cambridge
Yoram Gaon
Progetto Davka
Musicalità dal mondo per Sukkot
Mostly music
Musica israeliana
Testi di canzoni israeliane tradotte e traslitterate
Tutta la musica (sito in ebraico)
Consigliato da Raccoon
La musica di Alberto Levy

Un blog giornale
Uno splinderamericano
Piccolo mondo
Dolcelei
Un blog sull'ebraismo
Micol
Blog sull'Iraq
Buzzurro
Diario di un viaggio in Iran
Polli ispirati
Rinat
Gli Haiku di Ephrem
Il velo di Maya
Sole e Ombra
Blog per gli scrittori
Orestina
Endor
Rotaciz
Una mia omonima
Law.harvard
Continental drift
Sogno americano
La Radice
Le guerre civili
Daniele quercianellese
Random bits
Liapunov
Nomanland
Mesopotamico
Il Bersò
Il salotto di Avy
Lobbyliberal
L'ex rolli su clarence
Giuda Maccablog
Blog per le vittime dello Tzunami
La zanzara
Nepal libero
Bautzetung
No way
Uriele bolognese
Shylok splinderiani
Psiko
Imprescindibile
ReyTS
La bocca del cavallo
Ozrach (Rachel)
Israelly cool
Educationzip
Ayaan Hirsiali
Tamara Vorobjova (finlandese in italiano)
Comunitando (Com.LI)
Sul terrorismo
Anima insonne
Alifbay
Motnews
Gabibbo
Neopunto
Saul
Dubh
Notizie strampalate da tutto il mondo
BlogGlob
Stefania La Penna
Teenage pundit
Componi il tuo ritratto
Italian blogs for freedom
Blog iraniano
Aa
Medienkritik
Giolitti
Jerushalaim
Fortskunk
Il punto splinderiano
Jimmomo
Vittore
Blog italo-americano
Franci la fatina
Blog di Umberto
Chaia Liv
Blog di Martino
Delf
Diario di una persona meravigliosa
Blog in inglese
Sultan Knish
Blog di Paolo
Analisi
Anticomunista
Fuori dal ghetto
Blog di Luca Sofri
Gilbenmori
Nequidnimis
They killed Kenny
Silverlynx
Che il Suo ricordo sia benedetto e che sia da esempio per tutti noi
Watergate
Molta osservazione
Archivi di Gerusalemme
Associazione dei musulmani in Italia
Il blog di Sharon
Roberto's blog
Le risposte ai complottisti dell'11/9
Piccola rassegna di blog israeliani
Note personali (non mie però)
Il megafono
Oylem Goylem (polacco)
Francesco Mangascià
Blog marocchini
Blog israeliani in inglese
I tempi e le idee
Il blog di Daniella K
Giano
L'esperienza di Skan
La versione di Marta
Yochanan
Una macchia d'inchiostro
Ingrandimenti
Annie
Vanpolitik
Giorgio Israel
Un giorno di Israele
Resistenza (moderna)
Il Punto
Traduci on line dall'ebraico
Quotidiano liberal
ADL
Amici di Israele
Cronologia delle guerre in medio oriente
La storia fotografica di Israele
terrorism-news-blog
per chi vuole scrivermi: esperim@email.it oppure esperim06@yahoo.it
  cerca

BENVENUTI!



Se volete aderire a questo appello scrivete a linceo@email.it






 

Questo blog sta spudoratamente con Israele e, riprendendo un post di Victor Davi Hanson, gentilmente già tradotto daCamillo non metterà in dubbio le sue idee, ma lo potrebbe fare se:
-
Sharon sospenderà tutte le elezioni e pianificherà un decennio di governo che non potrà essere messo in discussione.
-Sharon sospenderà tutte le inchieste giudiziarie sulle sue attività fiscali e i membri della sua famiglia spenderanno a Parigi i milioni di dollari dati a Israele come aiuti umanitari.
-Tutte le le televisioni e i giornali israeliani saranno censurati dal partito Likud.
-Squadracce di assassini israeliani entreranno in Cisgiordania con la precisa intenzione di far saltare in aria donne e bambini arabi.
-I bambini e adolescenti israeliani saranno addobbati con esplosivi sotto le camicie per andare a uccidere famiglie palestinesi.
-Le folle israeliane si precipiteranno in strada per immergere le mani nel sangue dei loro morti e poi marceranno invocando omicidi di massa di palestinesi.
-I rabbini pronunceranno sermoni pubblici con cui ritraggono i palestinesi come figli delle scimmie e dei maiali.
-I testi scolastici israeliani diranno che gli arabi fanno sacrifici umani e riti omicidi.
-I principali politici israeliani, senza che nessuno li rimproveri, invocheranno la distruzione della Palestina e la fine della società araba in Cisgiordania.
-I membri del partito Likud linceranno e uccideranno, come se fosse normale, e senza processo, i propri oppositori.
-I fondamentalisti ebrei uccideranno le donne colpevoli di adulterio e resteranno impuniti perché sosterranno di aver salvaguardato l'onore della famiglia.
-La televisione israeliana trasmetterà - accompagnati da musica patriottica ­ gli ultimi messaggi registrati di assassini suicidi che hanno massacrato dozzine di arabi.
-I manifestanti ebrei faranno una parata per strada e vestiranno i loro bambini da assassini suicidi.
-I newyorchesi pagheranno 25 mila dollari di taglia per ogni palestinese ucciso da un assassino israeliano.
-I militanti israeliani uccideranno un ebreo per sbaglio e poi si scuseranno dicendo che pensavano fosse un arabo, al fine di tacitare la società israeliana.
-Gli ebrei entreranno nei villaggi arabi di Israele per mitragliare donne e bambini.
-Le figure pubbliche israeliane, come se fosse una cosa normale, minacceranno di colpire gli Stati Uniti con attacchi terroristici.
-Bin Laden sarà un eroe popolare a Tel Aviv.
-Gli assassini ebrei uccideranno diplomatici americani e la società ebraica darà loro ospitalità.
-I cittadini israeliani celebreranno le notizie secondo cui tremila americani sono stati assassinati.
-I cittadini israeliani esprimeranno sostegno per i tentativi dei supporter di Saddam di uccidere gli americani in Iraq.
-Gli israeliani ameranno la morte e gli arabi vorranno bersi in pace un caffé da Starbucks.

Lo statuto di Fatah



"
Israele è una delle rare cause che sostengo. Neri e ebrei sono legati da una storia comune di persecuzioni"
Ray Charles, "The Genius", cantante e pianista.









Carlo Panella
I piccoli martiri assassini di Allah
pp. 224 - Euro 12,90 - Edizione in brossura con sovraccoperta. Indottrinamento scolastico, religioso, mediatico; cortometraggi di propaganda appositamente studiati per annullare la naturale paura della morte; canzoncine e giochi che esaltano il suicidio e il martirio. Sono terribili ed eclatanti i documenti raccolti in questo saggio. Oggi un’intera generazione di ragazzini, vittime dell’indottrinamento e della propaganda crede che la morte per Allah in guerra sia la più elevata impresa conseguibile in vita. Questa educazione è un’onta indelebile, un abuso, un terribile pregiudizio per il futuro della regione e del pianeta.

Carlo Panella
, autorevole osservatore dell’intricato scenario mediorientale, analizza la nuova, terribile arma del terrorismo islamico: il martirio degli shaid–killer, i suicidi-assassini, diventati ormai parte integrante nel progetto di una società islamica fondamentalista. "È questo, per chi ha occhi per vedere, il nuovo volto di un vecchio cancro che l’Europa ha tristemente conosciuto: il totalitarismo".

 



l'educazione impartita ai bambini palestinesi - This is what is taught to palestinian children

"Avremo la pace quando gli arabi ameranno i loro figli quanto odiano noi" - Golda Meir

E
’ ovvio che tutti i morti chiamano compassione, che le vittime non stanno da una parte sola, che in Medio Oriente non è quasi possibile distinguere il sangue dei vinti da quello dei vincitori, perché è in corso una lotta esistenziale la cui conclusione è tutt’altro che certa, e il cui unico sbocco umano possibile è la pace. Ma non è ovvio, anzi è uno scandalo, che il terrorismo sia rubricato sotto la voce “resistenza”, che non si capisca quanto sia di rigore il dovere di amare un paese così, affetto da questa piaga, lacerato e insanguinato nel modo che vedete, e non in metafora, ma alla lettera. E gli scandali devono venire alla luce.Il terrorismo è una paura dell’invisibile, e questa paura forgia le coscienze degli occidentali che cedono terreno alla sua logica nell’invisibilità. (...) - Da «Amiamo la vita più di quanto loro amano la morte» Il Foglio 3/2/2004.

Israele rappresenta un caso unico: quello di uno Stato al quale si contesta il diritto di esistere. La politica israeliana si può comprendere chiaramente solo alla luce di questa realtà. Tutti i timori, le preoccupazioni, le angosce dei miei amici israeliani, compresi quelli più impegnati per la pace, si riassumono nella paura di vedersi negare il diritto di esistere. Una paura che non cesserà finché questo diritto non sarà garantito. E finché durerà questa paura, l´unica reazione possibile sarà quella di dire: «Mai più ci lasceremo condurre docilmente al massacro come agnellini inermi». (...) Chi non lo comprende, e non tiene presente al tempo stesso il fatto che fin dal primo momento l´esistenza stessa del neonato Stato d´Israele veniva contestata da parte araba, con mezzi militari e sempre nuove minacce, non può comprendere qual è veramente la posta in gioco nel conflitto mediorientale. Se guardiamo alla situazione attuale, non possiamo ignorare le sofferenze dei palestinesi, i morti, le molte vittime innocenti, dall´una e dall´altra parte. Ma questo conflitto potrà arrivare a una soluzione soltanto quando il diritto alla esistenza dello Stato di Israele e dei suoi cittadini sarà garantito al di là di ogni possibile dubbio. (...) Da "Vedere l'Olocausto in atto" di Joschka Fischer su La Repubblica del 3/2/2004.

Che i profughi palestinesi siano delle povere vittime, non c'è dubbio. Ma lo sono degli Stati Arabi, non d'Israele. Quanto ai loro diritti sulla casa dei padri, non ne hanno nessuno perché i loro
padri erano dei senzatetto. Il tetto apparteneva solo a una piccola categoria di sceicchi, che se lo vendettero allegramente e di loro propria scelta. Oggi, ubriacato da una propaganda di stampo razzista e nazionalsocialista, lo sciagurato fedain scarica su Israele l'odio che dovrebbe rivolgere contro coloro che lo mandarono allo sbaraglio. E il suo pietoso caso, in un modo o nell'altro, bisognerà pure risolverlo. Ma non ci si venga a dire che i responsabili di questa sua miseranda condizione sono gli «usurpatori» ebrei. Questo è storicamente, politicamente e giuridicamente falso. Dal «Corriere della Sera», Indro Montanelli, 16 settembre 1972.

(...) l'11 marzo l'Europa ha pagato caro il suo pacifismo filoislamico: 200 morti innocenti, il più  terribile attentato mai vissuto nel vecchio continente. 
(...) Sarebbe giusto capire finalmente la tragedia che vive Israele da anni e sarebbe giusto pensare che noi abbiamo vissuto 130 volte l'11 marzo in tre anni e mezzo. 130 attentati suicidi in un Paese piccolo come una regione italiana. Dopo ogni attentato sentivamo i commenti più atroci: " lotta di liberazione, non hanno altra possibilita'che il terrorismo, militanti per la libertà, occupazione militare, peggio per loro (cioè noi)". Mai una normale parola di comprensione per i nostri bambini lacerati dai chiodi e dall'esplosivo. Una bambina di sette mesi è la più piccola vittima di Madrid. La sua morte dovrebbe pesare sulla coscienza di chi ha sempre tentato di giustificare il terrorismo islamico.
La sua morte, come quella delle altre vittime, dovrebbe togliere il sonno a chi esaltava Durban, a chi approvava i cortei pacifisti urlanti "Bush e Sharon Boia" e ai capetti europei sempre pronti a calare le braghe davanti alle dittature islamiche. Io li porterei tutti a Madrid e li farei stare sull'attenti davanti ai pezzi dei corpi delle vittime dei fratellini di Bin Laden, Arafat e Saddam Hussein.
Deborah Fait su Informazione corretta 13/03/2004.



Quattro giorni più tardi, 16/10/2000 il quotidiano palestinese di Ramallah "Al Hayat Al Jadida" pubblicava il seguente appello:
Chiarimenti speciali dal rappresentante italiano della rete televisiva ufficiale italiana. Miei cari amici di Palestina, ci congratuliamo con voi e crediamo che sia nostro compito mettervi al corrente degli eventi che hanno avuto luogo a Ramallah il 12 ottobre. Una delle reti private italiane, nostra concorrente, e non la rete televisiva ufficiale italiana RAI, ha ripreso gli eventi; quella rete ha filmato gli eventi. In seguito la televisione israeliana ha mandato in onda le immagini così come erano state riprese dalla rete italiana e in questo modo l’impressione del pubblico è stata che noi, cioè la RAI, avessimo filmato quelle immagini. Desideriamo sottolineare che le cose non sono andate in questo modo perché noi rispettiamo sempre e continueremo a rispettare le procedure giornalistiche dell’Autorità Palestinese per il lavoro giornalistico in Palestina e siamo attendibili per il nostro lavoro accurato. Vi ringraziamo per la vostra fiducia e potete stare certi che questo non è il nostro modo d’agire (ossia nel senso che non lavoriamo come le altre reti televisive). Non facciamo e non faremo cose del genere. Vi preghiamo di accettare i nostri migliori auguri. Riccardo Cristiano,Rappresentante della rete ufficiale italiana in Palestina
(grazie alla segnalazione di Barbara).

 

Esperimento consiglia:

 

24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi di Ruth Halimi ed Emilie Frèche. Traduzione di Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan. Ed. Belforte

A lie gets halfway around the world before the truth has a chance to get its pants on. Winston Churchill (grazie ad Old Toni)

«L'antisemitismo è qualcosa che minaccia la vita degli ebrei ma devasta, a volte in maniera irrimediabile, le coscienze dei non ebrei. È giunto il momento di raccontare quelle sgradevoli verità che non siamo ancora riusciti né a confessare né a confessarci del tutto.»


   Il sistema costituzionale dello Stato di Israele
dalai lama


*LIST
JEWISH BLOGGERSJOIN*



(Grazie a Dandy che è l'autore del bellissimo manifesto e a Bautzetung promotore della lista il cui motto è "Né di qua né di là!!!")

TOCQUEVILLE,  la città dei liberi.

Premessa. – Introduzione. – I. Profili storici (E. Ottolenghi). – II. Costituzione e Fonti del Diritto (A. Mordechai Rabello). – III. La Forma di Governo (E. Ottolenghi). – IV. I partiti politici (A. Mordechai Rabello e A. Yaakov Lattes). – V. Le libertà fondamentali (S. Navot). – VI. L’ordinamento giudiziario (S. Goldstein e A. Mordechai Rabello). – VII. La giustizia costituzionale (T. Groppi). – Orientamenti bibliografici (a cura di Francesca Rosa).
 

 



 



                                         

>
A lie gets halfway around the world before the truth has a chance to get its pants on. Winston Churchill (grazie ad Old Toni)



Grazie a Watergate che ha migliorato notevolmente questa homepage

E voi cosa proponete? Andreacaro è convinto che una risata ci seppellirà.


 

Diario | Dai mass media italiani | Dall'estero | Satira, musica, balli | Interventi, riflessioni, commenti |
 
Diario
1visite.

10 dicembre 2017

L'Europa che è contro la pace

Mentre alcuni Paesi europei (tra cui l'Italia in prima fila, ahinoi!!) si sperticano per riportare il mondo allo stallo prepotentemente pro-terrorista, l'Arabia Saudita fa la sua proposta (in linea con la posizione di Trump) e rappresentanti del Bahrein vanno in visita in Israele alla ricerca di accordi pacifici.

Non venitemi a dire che Eurabia non esiste.

18 marzo 2014

Felice Tel Aviv

Happy Tel Aviv

3 marzo 2014

Le guerre e la moda

Le guerre sono come la moda: quest'anno cosa va, il rosa pallido? Tutti si vestono di rosa pallido e tutti si dimenticano che esistono anche l'azzurrino, il violetto, il verdognolo, ecc. ecc.
Ora quale guerra va di moda? Quella fra la Russia e l'Ukraina? E tutti si dimenticano delle decine di migliaia di morti in Siria, in Egitto, nella Repubblica Centrafricana, ecc. ecc.
C'è un Paese, però, che non passa mai di moda: Israele. Qualunque cosa succeda, in qualunque parte del globo, di Israele si deve sempre e comunque parlare male.

17 dicembre 2013

Neve in Medio Oriente

Non avete mai visto le piramidi imbiancate, vero? Infatti l'ultima volta che è successo è stato 160 anni, quando la fotografia ancora non esisteva:



Qui invece siamo nei territori amministrati dall'Autorità Palestinese
, due soldati israeliani stanno aiutando un'ambulanza palestinese ad uscire dal pantano:



Qui, a Gerusalemme
, nell'area più sacra al mondo per gli ebrei, non può mancare un pupazzo con la kippà (indossata dagli uomini per ricordarsi della propria limitatezza di fronte alla Divinità) :)


23 settembre 2013

Israele (e il mondo) sotto attacco islamista

Due ragazzi uccisi  (di cui uno precedentemente rapito, approfittando della sua fiducia giovanile) in due giorni, la strage in Kenya (oltre alle varie guerre interne fratricide: dalla Libia alla Siria, passando per Egitto, Libano, ecc. ecc.), le minacce di Hamas e quelle iraniane. Un cocktail esplosivo in cui non manca proprio nulla:

Il movimento islamico palestinese di Hamas ha annunciato di essere sull'orlo di una nuova Intifada contro Israele, la terza. In un messaggio postato di Facebook, intatti, il numero due dell'ufficio politico di Hamas Moussa Abu Marzouk ha scritto che ''siamo di fronte al fallimento politico delll'Autorita' (nazionale, ndr) Palestinese (l'Anp, ndr) e all'inizio di una nuova Intifada popolare contro Israele''. In merito al piano di pace tra israeliani e palestinesi ripreso ad agosto dopo tre anni di stallo e con la mediazione degli Stati Uniti, il funzionario di Hamas afferma: ''il piano economico da 4 milioni di dollari di John Kerry non ci togliera' dai guai''.
Marzouk ha quindi fatto riferimento alle recenti operazioni nei campi profughi di Qalandiya e Jenin costati la vita a cittadini palestinesi, alle manifestazioni contro le forze di sicurezza palestinesi e alla ripresa dei colloqui di pace con Israele.Vari gruppi palestinesi hanno inoltre convocato per venerdì una ''giornata della rabbia'' in occasione del 13esimo anniversario dell'Intifada di Al-Aqsa.


Da AdnKronos


L'Iran ha presentato 30 missili balistici di tipo Sejil e Ghadr con una gittata di 2.000
chilometri durante una parata militare annuale. Già in passato era stato segnalato che esperti occidentali ritengono che l'Iran disponesse di almeno diverse decine di missili balistici a medio raggio (1.000-3.000 chilometri) Shahab 3 et Sejil 2 capaci di colpire Israele od obiettivi americani in Medio Oriente. Intanto il presidente Hassan Rohani si rivolge a Stati Uniti ed Europa. 

"L'Occidente - ha detto il presidente iraniano Hassan Rohani - deve riconoscere tutti i diritti della nazione iraniana, inclusi quelli al nucleare e all'arricchimento dell'uranio sul suo territorio nel quadro delle regole internazionali".

 
Da Repubblica

E mentre succede tutto questo, tutti gli altri Stati, USA compresi, restano a guardare. Impotenti, quando non indifferenti o addirittura compiacenti.
L'unica consolazione è che gli israeliani sanno difendersi da soli (più o meno) e che sanno fin troppo bene che sul resto del mondo, ahinoi, non ci si può affatto contare...

26 dicembre 2012

Hamas si espande anche in "Cisgiordania"

Khaled Mashal, capo del politburo di Hamas, ha dato ordine alle cellule dell'organizzazione stanziate sulla sponda occidentale del Giordano di prepararsi alla lotta armata per il potere nei territori palestinesi. Da quanto comunicato dal Sunday Times, si parla di preparazione alla presa di potere secondo uno scenario simile a quello svoltosi a Gaza nel 2007.

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha ricevuto dai servizi segreti e dai servizi di sicurezza diversi avvertimenti nell'ultimo periodo. Secondo queste indiscrezioni Hamas starebbe acquistando forza nei territori autonomi. Durante le ultime settimane i tentativi di attacchi terroristici sulla sponda occidentale sono sensibilmente aumentati. Si registra un notevole incremento nell'attività dei gruppi islamici.

Da La voce della Russia


Intanto i cristiani a Betlemme continuano a diminuire. Per forza! Se Hezbollah e Hamas sparano perfino su Babbo Natale!...

28 febbraio 2012

Lezioni per la settimana dell'"apartheid israeliano"

 Il boicottaggio anti-israeliano (e antisemita): della serie, chi è senza peccato scagli la prima pietra 

Dry Bones cartoon: telecommunications.Quale apartheid?

(E a proposito di pietre, nessuno, in Italia, ha parlato di questo tentativo di linciaggio, come mai?)

10 ottobre 2011

La gaffe iraniana

Più della diplomazia, poté la fatica. E quella voglia incredibile di sedersi da qualche parte. E così finisce che quel posto in realtà sia quello riservato al nemico numero uno dello Stato che rappresenti. Poi basta che qualche delegato presente al momento scatti una foto storica e il gioco è fatto. La polemica è servita. Per non parlare dell’imbarazzo. I fatti. In uno dei tanti vertici all’Agenzia internazionale dell’energia atomica è presente anche Ali Ashgar Soltanieh, il delegato iraniano permanente dell’Aiea. Al margine di un lungo incontro che ha avuto luogo a fine settembre, Soltanieh si mette a discutere con il collega irlandese, Paese che presiede il comitato di sicurezza dell’Agenzia, e cubano. Complice la fatica, l’esponente iraniano si siede di fianco. Ignorando il cartellino con la scritta “Israel”. Non è il solo. Perché anche gli uomini dietro, entrambi iraniani, non notano che quel posto è stato riservato in precedenza allo Stato ebraico. O, come preferiscono chiamarlo dalle parti di Teheran, l’«entità sionista». Qualcuno non ci pensa su un secondo e scatta una foto con un telefonino. La invia a Colum Lynch, curatore del blog «Turtle bay» dove il giornalista scrive dei lavori delle Nazioni Unite per conto di Foreign Policy. E da lì la notizia esplode. In Israele i giornali hanno ironizzato sulla scena. «Ma come, dite che non esistiamo e poi vi sedete sulle nostre sedie?», scrivono alcuni quotidiani. Dall’Iran, invece, non è arrivata nessuna reazione. Anche se qualcuno scommette che Soltanieh, da sei anni inviato all’Aiea, rischi il posto. E tutto per una semplice distrazione. E una foto. E il web.

Da L'Inkiesta

16 settembre 2010

Ecco chi usa il fosforo? Qualcuno degli sbandieratori delle "armi illegali e proibite" protesterà??

 Due dei 9 proiettili di mortaio sparati oggi da Gaza contro il sud di Israele erano bombe al fosforo. Lo ha confermato l'esercito israeliano, precisando che non e' la prima volta che accade una cosa simile. Haim Yalin, il capo del Consiglio regionale di Eshkol, la zona in cui sono caduti i proiettili, ha manifestato alla stampa l'intenzione di denunciare l'accaduto alle Nazioni Unite, visto che l'uso di queste armi e' proibito dalla convenzione di Ginevra.

Da Repubblica


Gli impiegati dell'ambasciata Usa a Tel Aviv sono stati messi in quarentena dopo che, in una busta ricevuta dalla sede diplomatica e' stata ritrovata una polvere bianca sospetta. Lo scrive il sito del quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth, aggiungendo che, secondo l'impiegato che ha aperto la busta, la polvere era accompagnata da una lettera che conteneva minacce contro Israele. Secondo la polizia, buste simili sono state inviate anche alle ambasciate di Svezia e Spagna.

Da AdnKronos

19 agosto 2010

La propaganda araba anti-israeliana e antisemita colpisce anche Obama

Nella sua rassegna di antiche doglianze, Obama non ha menzionato i milioni di musulmani – inclusi i palestinesi della West Bank, a Gaza – che hanno gioito per l’attacco all’America dell’11/9 perpetrato da fanatici islamici. Né si è lamentato per il fiorire di teorie complottiste anti-israeliane e anti-americane legate a quell’attacco verificatosi nel mondo musulmano, anche in Turchia. Ancora nel 2008, i sondaggi rivelavano che il numero dei turchi che indicavano Usa o Israele quali mandanti dell’11 settembre era tanto alto quanto quello dei turchi che davano la colpa a Osama bin Laden e al-Qaeda: in entrambi i casi, 39%.

Ancor più inquietante è stato il fatto che Obama abbia utilizzato la sua visita in Turchia per rompere con la politica Usa di trattare le nazioni che ospitano terroristi come nazioni nemiche. Il presidente Bush aveva dichiarato che non c’è spazio per la neutralità nella guerra contro il terrore: “O siete con noi, o contro di noi”. Ma Obama adesso rassicura i suoi ascoltatori in Turchia e in tutto il mondo musulmano che i loro governi non devono più fare una scelta tra America e al-Qaeda. “Le relazioni americane con il mondo musulmano – ha detto Obama – non possono e non debbono essere basate sull’opposizione ad al-Qaeda”.

La compiacenza di Obama verso la sensibilità araba e musulmana era già stata mostrata in modo alquanto imbarazzante qualche giorno prima, quando compì il gesto, senza precedenti per un presidente degli Stati Uniti, di fare un profondo inchino di fronte al re saudita Abdullah, sovrano di una nazione in cui è illegale portare con sé una Bibbia o costruire una chiesa, e dove alle donne non è permesso portare automobili. L’incidente ebbe luogo al summit economico del G-20 a Londra. Quando arrivarono le critiche per quel gesto di sottomissione al despota arabo, l’amministrazione fu colta di sorpresa e tentò di negare che la cosa fosse mai avvenuta. Purtroppo per la Casa Bianca, una telecamera aveva ripreso la scena.

Lo spostamento di Washington verso il mondo arabo entrò in una nuova fase due mesi più tardi, con il discorso di Obama al Cairo. Da una parte, il presidente difese le campagne militari in Medio Oriente in quanto “imposte dalle circostanze”, condannò la negazione dell’Olocausto e l’odio verso gli ebrei di cui trabocca il mondo arabo (e che i governi arabi promuovono), e si appellò ai palestinesi perché abbandonino la violenza contro Israele. Ma queste dichiarazioni sono state accompagnate da altre che appaiono particolarmente inquietanti alla luce delle mosse fatte in seguito dalla Casa Bianca.

Mentre Obama condannava, giustamente, l’Olocausto, lasciava però l’impressione che la legittimità di Israele derivi unicamente dall’eredità lasciata dall’antisemitismo europeo e dallo sterminio nazista di sei milioni di ebrei. Ciò riecheggia la propaganda araba secondo cui Israele è un problema creato dagli europei, e imposto arbitrariamente al mondo arabo. Ancora una volta Obama stava rilanciando un mito arabo volto a delegittimare lo stato di Israele.

L’Olocausto non è soltanto un’eredità europea. Stati mediorientali come Iran e Iraq si schierarono apertamente con Hitler; generali arabi servirono sotto Rommel, il comandante nazista in Africa; e lo sterminio degli ebrei ebbe il plauso e l’attiva collaborazione di capi arabi. Il fondatore della Fratellanza musulmana, Hassan al-Banna, era un ammiratore di Hitler e nel 1930 aveva adottato una traduzione in arabo del Mein Kampf come testo per i suoi discepoli. Haj Amin al-Husseini, il Grand Mufti di Gerusalemme nonché fondatore del nazionalismo palestinese, era un attivo e vociante sostenitore della “soluzione finale” nazista, e passò gli anni della guerra a Berlino reclutando arabi per la causa del Terzo Reich. Al-Husseini, un uomo il cui nome nella West Bank è riverito come se si trattasse del George Washington della causa palestinese, organizzò pogrom anti ebraici negli anni Venti e Trenta, progettò la realizzazione di un suo personale Auschwitz nel Medio Oriente, e venne bloccato nei suoi intenti soltanto dalla sconfitta di Rommel a El Alamein.

Il ritornello arabo secondo cui Israele non è altro che un tentativo dell’Europa di scaricare i suoi problemi sulle spalle degli arabi non tiene conto – come Obama – del fatto che Gerusalemme è stata la capitale spirituale del popolo ebraico per quasi tremila anni, e che gli ebrei hanno vissuto nella loro patria storica senza interruzione nel corso dei secoli. Gerusalemme è al centro della tradizione spirituale ebraica, e gli ebrei sono stati la sua più numerosa comunità religiosa sin dal 1864. Il primo ministro Benjamin Netanyahu è stato storicamente preciso quando ha ammonito Obama, dicendo che “il popolo ebraico stava costruendo Gerusalemme tremila anni fa, e la sta costruendo adesso. Gerusalemme non è un insediamento. E’ la nostra capitale”. Nel suo discorso del Cairo, Obama ha anche mostrato scarsa considerazione per la storia moderna di Israele, una nazione che non è stata costruita su terra araba – e ancor meno palestinese. Lo stato di Israele venne cerato sulle rovine dell’impero turco.

Nel 1922, la Gran Bretagna creò la Giordania, che racchiudeva l’80 per cento del Mandato di Palestina – una designazione geografica, non etnica. Il territorio del Mandato, nei quattro secoli precedenti, aveva fatto parte dell’impero turco (e non arabo). Poi, nel 1948, un “piano di divisione” dell’Onu distribuì la parte restante del Mandato agli arabi e agli ebrei che vivevano lungo le sponde del Giordano. Il piano, in definitiva, assegnava il 10% del Mandato di Palestina agli ebrei, il 90% agli arabi. Nulla di quelle terre è mai appartenuta a una nazione “palestinese”, o a una qualsiasi entità palestinese. Nei precedenti quattrocento anni non vi fu mai una provincia ottomana chiamata “Palestina”. L’intera regione su cui sorsero Giordania, Iraq, Libano, Siria, Israele, Gaza e la West Bank era conosciuta semplicemente come “Siria ottomana”.

In quello che poi divenne uno schema consueto, gli ebrei accettarono i termini grossolanamente iniqui di tale divisione. La loro fetta di territorio consisteva in tre regioni separate, il 60 per cento delle quali erano deserto. Gli arabi, che già avevano avuto l’80% del Mandato, rifiutarono l’ulteriore parte di terra che era stata loro assegnata, come avrebbero in seguito rifiutato qualsiasi accomodamento suscettibile di legittimare l’esistenza di uno stato ebraico.

Dall'Occidentale

sfoglia
settembre        settembre