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Un tentativo per uscire dal ghetto dei pregiudizi
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Questo blog sta spudoratamente con Israele e, riprendendo un post di Victor Davi Hanson, gentilmente già tradotto daCamillo non metterà in dubbio le sue idee, ma lo potrebbe fare se:
-
Sharon sospenderà tutte le elezioni e pianificherà un decennio di governo che non potrà essere messo in discussione.
-Sharon sospenderà tutte le inchieste giudiziarie sulle sue attività fiscali e i membri della sua famiglia spenderanno a Parigi i milioni di dollari dati a Israele come aiuti umanitari.
-Tutte le le televisioni e i giornali israeliani saranno censurati dal partito Likud.
-Squadracce di assassini israeliani entreranno in Cisgiordania con la precisa intenzione di far saltare in aria donne e bambini arabi.
-I bambini e adolescenti israeliani saranno addobbati con esplosivi sotto le camicie per andare a uccidere famiglie palestinesi.
-Le folle israeliane si precipiteranno in strada per immergere le mani nel sangue dei loro morti e poi marceranno invocando omicidi di massa di palestinesi.
-I rabbini pronunceranno sermoni pubblici con cui ritraggono i palestinesi come figli delle scimmie e dei maiali.
-I testi scolastici israeliani diranno che gli arabi fanno sacrifici umani e riti omicidi.
-I principali politici israeliani, senza che nessuno li rimproveri, invocheranno la distruzione della Palestina e la fine della società araba in Cisgiordania.
-I membri del partito Likud linceranno e uccideranno, come se fosse normale, e senza processo, i propri oppositori.
-I fondamentalisti ebrei uccideranno le donne colpevoli di adulterio e resteranno impuniti perché sosterranno di aver salvaguardato l'onore della famiglia.
-La televisione israeliana trasmetterà - accompagnati da musica patriottica ­ gli ultimi messaggi registrati di assassini suicidi che hanno massacrato dozzine di arabi.
-I manifestanti ebrei faranno una parata per strada e vestiranno i loro bambini da assassini suicidi.
-I newyorchesi pagheranno 25 mila dollari di taglia per ogni palestinese ucciso da un assassino israeliano.
-I militanti israeliani uccideranno un ebreo per sbaglio e poi si scuseranno dicendo che pensavano fosse un arabo, al fine di tacitare la società israeliana.
-Gli ebrei entreranno nei villaggi arabi di Israele per mitragliare donne e bambini.
-Le figure pubbliche israeliane, come se fosse una cosa normale, minacceranno di colpire gli Stati Uniti con attacchi terroristici.
-Bin Laden sarà un eroe popolare a Tel Aviv.
-Gli assassini ebrei uccideranno diplomatici americani e la società ebraica darà loro ospitalità.
-I cittadini israeliani celebreranno le notizie secondo cui tremila americani sono stati assassinati.
-I cittadini israeliani esprimeranno sostegno per i tentativi dei supporter di Saddam di uccidere gli americani in Iraq.
-Gli israeliani ameranno la morte e gli arabi vorranno bersi in pace un caffé da Starbucks.

Lo statuto di Fatah



"
Israele è una delle rare cause che sostengo. Neri e ebrei sono legati da una storia comune di persecuzioni"
Ray Charles, "The Genius", cantante e pianista.









Carlo Panella
I piccoli martiri assassini di Allah
pp. 224 - Euro 12,90 - Edizione in brossura con sovraccoperta. Indottrinamento scolastico, religioso, mediatico; cortometraggi di propaganda appositamente studiati per annullare la naturale paura della morte; canzoncine e giochi che esaltano il suicidio e il martirio. Sono terribili ed eclatanti i documenti raccolti in questo saggio. Oggi un’intera generazione di ragazzini, vittime dell’indottrinamento e della propaganda crede che la morte per Allah in guerra sia la più elevata impresa conseguibile in vita. Questa educazione è un’onta indelebile, un abuso, un terribile pregiudizio per il futuro della regione e del pianeta.

Carlo Panella
, autorevole osservatore dell’intricato scenario mediorientale, analizza la nuova, terribile arma del terrorismo islamico: il martirio degli shaid–killer, i suicidi-assassini, diventati ormai parte integrante nel progetto di una società islamica fondamentalista. "È questo, per chi ha occhi per vedere, il nuovo volto di un vecchio cancro che l’Europa ha tristemente conosciuto: il totalitarismo".

 



l'educazione impartita ai bambini palestinesi - This is what is taught to palestinian children

"Avremo la pace quando gli arabi ameranno i loro figli quanto odiano noi" - Golda Meir

E
’ ovvio che tutti i morti chiamano compassione, che le vittime non stanno da una parte sola, che in Medio Oriente non è quasi possibile distinguere il sangue dei vinti da quello dei vincitori, perché è in corso una lotta esistenziale la cui conclusione è tutt’altro che certa, e il cui unico sbocco umano possibile è la pace. Ma non è ovvio, anzi è uno scandalo, che il terrorismo sia rubricato sotto la voce “resistenza”, che non si capisca quanto sia di rigore il dovere di amare un paese così, affetto da questa piaga, lacerato e insanguinato nel modo che vedete, e non in metafora, ma alla lettera. E gli scandali devono venire alla luce.Il terrorismo è una paura dell’invisibile, e questa paura forgia le coscienze degli occidentali che cedono terreno alla sua logica nell’invisibilità. (...) - Da «Amiamo la vita più di quanto loro amano la morte» Il Foglio 3/2/2004.

Israele rappresenta un caso unico: quello di uno Stato al quale si contesta il diritto di esistere. La politica israeliana si può comprendere chiaramente solo alla luce di questa realtà. Tutti i timori, le preoccupazioni, le angosce dei miei amici israeliani, compresi quelli più impegnati per la pace, si riassumono nella paura di vedersi negare il diritto di esistere. Una paura che non cesserà finché questo diritto non sarà garantito. E finché durerà questa paura, l´unica reazione possibile sarà quella di dire: «Mai più ci lasceremo condurre docilmente al massacro come agnellini inermi». (...) Chi non lo comprende, e non tiene presente al tempo stesso il fatto che fin dal primo momento l´esistenza stessa del neonato Stato d´Israele veniva contestata da parte araba, con mezzi militari e sempre nuove minacce, non può comprendere qual è veramente la posta in gioco nel conflitto mediorientale. Se guardiamo alla situazione attuale, non possiamo ignorare le sofferenze dei palestinesi, i morti, le molte vittime innocenti, dall´una e dall´altra parte. Ma questo conflitto potrà arrivare a una soluzione soltanto quando il diritto alla esistenza dello Stato di Israele e dei suoi cittadini sarà garantito al di là di ogni possibile dubbio. (...) Da "Vedere l'Olocausto in atto" di Joschka Fischer su La Repubblica del 3/2/2004.

Che i profughi palestinesi siano delle povere vittime, non c'è dubbio. Ma lo sono degli Stati Arabi, non d'Israele. Quanto ai loro diritti sulla casa dei padri, non ne hanno nessuno perché i loro
padri erano dei senzatetto. Il tetto apparteneva solo a una piccola categoria di sceicchi, che se lo vendettero allegramente e di loro propria scelta. Oggi, ubriacato da una propaganda di stampo razzista e nazionalsocialista, lo sciagurato fedain scarica su Israele l'odio che dovrebbe rivolgere contro coloro che lo mandarono allo sbaraglio. E il suo pietoso caso, in un modo o nell'altro, bisognerà pure risolverlo. Ma non ci si venga a dire che i responsabili di questa sua miseranda condizione sono gli «usurpatori» ebrei. Questo è storicamente, politicamente e giuridicamente falso. Dal «Corriere della Sera», Indro Montanelli, 16 settembre 1972.

(...) l'11 marzo l'Europa ha pagato caro il suo pacifismo filoislamico: 200 morti innocenti, il più  terribile attentato mai vissuto nel vecchio continente. 
(...) Sarebbe giusto capire finalmente la tragedia che vive Israele da anni e sarebbe giusto pensare che noi abbiamo vissuto 130 volte l'11 marzo in tre anni e mezzo. 130 attentati suicidi in un Paese piccolo come una regione italiana. Dopo ogni attentato sentivamo i commenti più atroci: " lotta di liberazione, non hanno altra possibilita'che il terrorismo, militanti per la libertà, occupazione militare, peggio per loro (cioè noi)". Mai una normale parola di comprensione per i nostri bambini lacerati dai chiodi e dall'esplosivo. Una bambina di sette mesi è la più piccola vittima di Madrid. La sua morte dovrebbe pesare sulla coscienza di chi ha sempre tentato di giustificare il terrorismo islamico.
La sua morte, come quella delle altre vittime, dovrebbe togliere il sonno a chi esaltava Durban, a chi approvava i cortei pacifisti urlanti "Bush e Sharon Boia" e ai capetti europei sempre pronti a calare le braghe davanti alle dittature islamiche. Io li porterei tutti a Madrid e li farei stare sull'attenti davanti ai pezzi dei corpi delle vittime dei fratellini di Bin Laden, Arafat e Saddam Hussein.
Deborah Fait su Informazione corretta 13/03/2004.



Quattro giorni più tardi, 16/10/2000 il quotidiano palestinese di Ramallah "Al Hayat Al Jadida" pubblicava il seguente appello:
Chiarimenti speciali dal rappresentante italiano della rete televisiva ufficiale italiana. Miei cari amici di Palestina, ci congratuliamo con voi e crediamo che sia nostro compito mettervi al corrente degli eventi che hanno avuto luogo a Ramallah il 12 ottobre. Una delle reti private italiane, nostra concorrente, e non la rete televisiva ufficiale italiana RAI, ha ripreso gli eventi; quella rete ha filmato gli eventi. In seguito la televisione israeliana ha mandato in onda le immagini così come erano state riprese dalla rete italiana e in questo modo l’impressione del pubblico è stata che noi, cioè la RAI, avessimo filmato quelle immagini. Desideriamo sottolineare che le cose non sono andate in questo modo perché noi rispettiamo sempre e continueremo a rispettare le procedure giornalistiche dell’Autorità Palestinese per il lavoro giornalistico in Palestina e siamo attendibili per il nostro lavoro accurato. Vi ringraziamo per la vostra fiducia e potete stare certi che questo non è il nostro modo d’agire (ossia nel senso che non lavoriamo come le altre reti televisive). Non facciamo e non faremo cose del genere. Vi preghiamo di accettare i nostri migliori auguri. Riccardo Cristiano,Rappresentante della rete ufficiale italiana in Palestina
(grazie alla segnalazione di Barbara).

 

Esperimento consiglia:

 

24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi di Ruth Halimi ed Emilie Frèche. Traduzione di Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan. Ed. Belforte

A lie gets halfway around the world before the truth has a chance to get its pants on. Winston Churchill (grazie ad Old Toni)

«L'antisemitismo è qualcosa che minaccia la vita degli ebrei ma devasta, a volte in maniera irrimediabile, le coscienze dei non ebrei. È giunto il momento di raccontare quelle sgradevoli verità che non siamo ancora riusciti né a confessare né a confessarci del tutto.»


   Il sistema costituzionale dello Stato di Israele
dalai lama


*LIST
JEWISH BLOGGERSJOIN*



(Grazie a Dandy che è l'autore del bellissimo manifesto e a Bautzetung promotore della lista il cui motto è "Né di qua né di là!!!")

TOCQUEVILLE,  la città dei liberi.

Premessa. – Introduzione. – I. Profili storici (E. Ottolenghi). – II. Costituzione e Fonti del Diritto (A. Mordechai Rabello). – III. La Forma di Governo (E. Ottolenghi). – IV. I partiti politici (A. Mordechai Rabello e A. Yaakov Lattes). – V. Le libertà fondamentali (S. Navot). – VI. L’ordinamento giudiziario (S. Goldstein e A. Mordechai Rabello). – VII. La giustizia costituzionale (T. Groppi). – Orientamenti bibliografici (a cura di Francesca Rosa).
 

 



 



                                         

>
A lie gets halfway around the world before the truth has a chance to get its pants on. Winston Churchill (grazie ad Old Toni)



Grazie a Watergate che ha migliorato notevolmente questa homepage

E voi cosa proponete? Andreacaro è convinto che una risata ci seppellirà.


 

Diario | Dai mass media italiani | Dall'estero | Satira, musica, balli | Interventi, riflessioni, commenti |
 
Diario
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15 maggio 2012

Hamas contro la letteratura araba

 Si è concluso anzi tempo, fra bruschi spintoni e minacce degli agenti della pubblica sicurezza di Hamas, il ‘Festival della letteratura palestinese’ tenutosi nei giorni scorsi a Gaza alla presenza di scrittori, blogger e poeti, sia locali sia provenienti dal mondo arabo. La denuncia giunge dalla Ong locale, Pchr-Gaza, secondo cui a posteriori i dirigenti di Hamas si sono scusati con gli organizzatori.

Secondo la ricostruzione di Pchr-Gaza, mercoledì il convegno volgeva al termine quando un ufficiale in borghese della sicurezza di Hamas è entrato nella sala dei congressi nel Castello al-Bashal e - dopo aver dichiarato illegale la riunione - ha disattivato l’energia elettrica.

Quando i partecipanti - tra i quali il blogger egiziano Amur Izzat, un sostenitore delle istanze libertarie nel suo Paese - si sono rifiutati di abbandonare la sala, altri agenti in borghese hanno provveduto a sgomberarli con la forza, provocando un parapiglia. Le telecamere che avevano ripreso la scena sono state sequestrate, secondo Pchr-Gaza.

L’evento culturale si è concluso alcune ore dopo, in un’altra sala di Gaza.

In seguito alle denunce di Pchr-Gaza, secondo cui l’intervento delle forze dell’ordine rappresenta una seria violazione della libertà di espressione a Gaza, alcuni dirigenti di Hamas hanno spiegato che il comportamento dell’ ufficiale è scaturito da un errore di valutazione che - hanno assicurato - sarà adesso oggetto di un’inchiesta.

Da RaiNews24

10 maggio 2012

Segnalazione

Un altro blog bello e molto molto interessante! L'unica pecca? E' quella che non si può commentare se non si è iscritti a Wordpress...

E a proposito di bugie, un'altra bella prova della fame che regna in quel "lager a cielo aperto" che è Gaza:

8 maggio 2012

Anche la Gran Bretagna comincia ad aver paura dell'Iran nucleare

L'Iran ha le capacità per costruire una bomba nucleare in pochi mesi se deciderà di militarizzare il suo programma di arricchimento dell'uranio. A lanciare l'allarme, il ministro degli esteri canadese, John Baird.

Guarda immagine intera

Nonostante i segnali che indicano la possibilità che si possa trovare un accordo tra l'Iran e le principali potenze mondiali nei prossimi colloqui sul nucleare previsti per il 23 maggio in Iraq, Baird si è detto scettico sulla reale volontà di Teheran d'impegnarsi in discussioni significative.

Baird ha avvertito del pericolo che rappresenterebbe per il mondo un Iran nucleare affermando che un'arma atomica nelle mani di Teheran provocherebbe un'immediata corsa agli armamenti nella regione.

Secondo le informazioni in possesso del ministro canadese se la leadership iraniana decidesse di costruire un'arma nucleare impiegherebbe non più di 18 mesi per assemblarla. Questo, ha spiegato Baird, impone alle nazioni occidentali di tenere aperte "tutte le opzioni" compresa quella militare per fermare quella che ha definito una "minaccia alla stabilità regionale e mondiale".

Il Canada, ha aggiunto Baird, concorda con gli Stati Uniti sul tentativo di trovare un'intesa diplomatica con l'Iran ma se questa dovesse fallire bisognerà prendere in considerazione anche l'ipotesi di un attacco preventivo contro le strutture nucleari della Repubblica Islamica. 

Da IbTimes

Intanto ecco come si aggirano le sanzioni internazionali:

Si rafforza l'asse Cina-Iran, all'ombra delle sanzioni per contrastare il programma nucleare di Teheran. Il regime degli ayatollah ha accettato di ricevere i pagamenti per la fornitura di greggio alla Repubblica Popolare in renminbi, secondo quanto anticipato da diverse fonti al Financial Times. In una sorta di partita di giro, l'Iran impegherà gli introiti per acquistare dalla Cina servizi (come le attività di estrazione) e beni.

7 maggio 2012

Il Libano celebra gli Hezbollah dedicando loro un museo

Una vera novità ha spiazzato il campo dei musei. Ce n'è uno nel Libano che senza dubbio rientra tra i più strani. Siamo a Mleeta, nel Sud, ed ecco il nuovo museo dedicato ad Hezbollah! Qui, si racconta delle sue glorie militari, le sue gesta contro Israele. Questa la vera stranezza. Il  museo,  approvato dal ministero del turismo libanese, è senza dubbio tra i più strani al mondo: per accedere però occorre superare posti di blocco e controlli.

Costruito in una zona panoramica e circondato da un grande parco, sembra che la visita voglia far notare che la zona sia ricca di bellezze naturali.
Costruito sulle macerie di quello che era un insediamento israeliano, il pezzo forte del parco da quattro milioni di dollari è un grosso diorama costruito dai resti di carri armati israeliani bombardati, affiancati da manichini di soldati morti.

Trattandosi di un museo, l'auspicio è quello che il conflitto resti solo nelle memorie del turismo, affinchè questo conflitto così aspro venga a chiudersi definitivamente. Dentro ci sono anche statue in cera che riproprongono  personaggi e situazioni: insomma,
un fenomeno davvero insolito ed agghiacciante se si pensa all'estremismo di cui è figlio. Tutto questo ci fa capire che, ad oggi, gruppi ideologici e religiosi non sono immuni dal processo di marketing in senso lato, tanto da far sì che un museo ne pubblicizzi le loro gesta.

Saranno senza dubbio pochi i visitatori che apprezzeranno
questa tipologia di luoghi, e, chi lo farà, andrà senz'altro per curiosare. Speriamo comunque il fenomeno non si espanda, o quantomeno resti parte di un percorso catartico nei confronti delle guerre e non certo di promozione.

Da Viaggi Libero

4 maggio 2012

I palestinesi ora attaccano anche l'Egitto

Sale la tensione al confine fra Egitto e la striscia di Gaza, dopo che alcuni gruppi armati hanno compiuto ieri tre attacchi nella zona di Rafah. Oggi l'esercito egiziano ha deciso di inviare rinforzi nel nord del Sinai. Scrive infatti il quotidiano locale "al-Masri al-Youm" che miliziani armati hanno attaccato tre posti di blocco della polizia provocando la morte di un agente e il ferimento di altri suoi colleghi. Gli assalitori hanno usato razzi Rpg contro i veicoli della sicurezza distruggendo diversi mezzi blindati.

Secondo il Cairo gli attacchi sarebbero opera dei miliziani jihadisti palestinesi che provengono da Gaza. Per questo la sicurezza egiziana ha chiesto ai gruppi palestinesi di Hamas e della Jihad islamica di controllare i propri confini. Intanto Israele ha posto i suoi soldati in stato d'allerta lungo il confine con l'Egitto. Dalla caduta del regime di Hosni Mubarak sono 50 gli attacchi contro la polizia registrati nel Sinai.

 

 
 

Da Globalist

3 maggio 2012

A 40 anni dalla strage di Monaco

In una lettera indirizzata al Comitato Olimpico Internazionale, il viceministro  degli Esteri israeliano, Dany Ayalon, ha chiesto che il 27 luglio, all' apertura dei Giochi olimpici di Londra, si osservi un minuto di raccoglimento in memoria degli 11 membri della delegazione israeliana (atleti ed allenatori) uccisi da terroristi palestinesi durante le Olimpiadi di Monaco, nel 1972.

Il 5 settembre 1972, i fedayyìn del gruppo Settembre Nero - fazione dell'Olp di Yasser Arafat nata a seguito delle dure repressioni che Re Hussein fece attuare successivamente ad alcuni attentati operati da palestinesi in Giordania - per «dare nuovo slancio alla causa palestinese», fecero irruzione negli alloggi israeliani del villaggio olimpico di Monaco di Baviera (allora Germania Ovest) uccidendo immediatamente due atleti che avevano tentato di opporre resistenza e prendendo in ostaggio altri nove membri della squadra olimpica. 

Alla fine un tentativo di liberazione compiuto dalla polizia tedesca portò alla morte di tutti gli atleti sequestrati, di cinque terroristi e di un poliziotto tedesco. 

Fra le tragiche particolarità a seguito dell'eccidio, va ricordato che i corpi dei terroristi uccisi furono trasportati in Libia dove ricevettero gli onori militari, dove poi furono accompagnati anche i tre terroristi superstiti, liberati dalle autorità tedesche come scambio per salvare i passeggeri di un volo Lufthansa dirottato, ma alcuni ritengono che il dirottamento sia stato inventato dalla Germania per mantenersi al riparo da eventuali azioni di ritorsioni terroristiche.

«Dobbiamo restare vigili contro gli atti di odio ed intolleranza, in contrasto con gli ideali dei giochi olimpici» ha dichiarato il viceministro israeliano.

Nessuna autorità Olimpica o governativa si è ancora espressa nel merito di questa importante iniziativa. 

Fallito da tempo il motto "l'importante è partecipare", così come la sola ammissione di sportivi dilettanti, non resta che augurarsi che l'uccisione di atleti a causa della loro nazionalità, non rimanga sepolta nella storia ma diventi un ricordo da trasmettere alle nuove generazioni per evitare che si ripetano nuovamente.

Alan Bauman su L'Opinione

26 aprile 2012

Ieri, una bellissima giornata

Scattate in due città diverse.
E' stato emozionante incontrare tanti partigiani (e loro discendenti) entusiasti della Brigata Ebraica. A Roma, da quanto è stato riferito, alcuni ragazzi comunisti hanno costretto altri loro coetanei ad ammainare la bandiera palestinese, visto che non c'entrava assolutamente nulla con la Liberazione dell'Italia. Anzi, come è stato ricordato da più parti gli "arabi di Palestina" (che poi, come viene ricordato dai "palestinesi" stessi, sono egiziani, giordani, siriani e sauditi), erano allora capeggiati dal Muftì di Gerusalemme Amini al Husseini, amico intimo di Hitler e organizzatore della truppa islamico-jugoslava delle SS.







permalink | inviato da esperimento il 26/4/2012 alle 10:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

23 aprile 2012

Propaganda shock palestinese

Nei giorni scorsi su Facebook è circolata la fotografia di una bambina di Gaza (che potete vedere di seguito) con la pelle letteralmente devastata. Immediatamente quella fotografia è stata attribuita da diversi gruppi filo-arabi ai “danni collaterali del fosforo bianco sparato dagli israeliani” che, secondo i ben informati, avrebbe colpito quella bambina.

In particolare alcuno gruppi e qualche “membro effettivo” di “importanti” organizzazioni per la difesa dei Diritti Umani, si sono spinti a “certificare” l’autenticità di quella fotografia dall’impatto chiaramente devastante. Insomma, la fotografia raffigurava senza ombra di dubbio una bambina colpita dal fosforo bianco israeliano.

Apriti cielo, immediate le reazioni della sempre più fitta comunità antisemita sul web. Israeliani apostrofati come “nazisti”, come “assassini”, come “maledetti giudei che meriterebbero solo di essere sterminati” ecc. ecc. anche qualche richiamo ad eventuali nuovi Mohamed Merah, la bestia di Tolosa. Insomma una pioggia di insulti, minacce e frasi antisemite.

Se non che una ragazza israeliana (Tali) scopre una vecchio articolo di fonte palestinese (quindi fuori da ogni dubbio) nel quale la famiglia della bambina immortalata in quella foto chiede aiuto per curare la figlia affetta da una gravissima e rara malattia della pelle. Ecco l’articolo originale e la fonte della fotografia incriminata.

Ma come, non era vittima delle armi al fosforo sparate dagli israeliani? Non era l’ennesima vittima della crudeltà ebraica che affligge gli arabi in ogni parte del mondo? E no, si direbbe proprio di no. Si direbbe anzi che i pacifinti non guardano in faccia a nessuno pur di raggiungere il loro obbiettivo che è quello di denigrare Israele, nemmeno una bambina palestinese malata e bisognosa di aiuto. La sbattano su centinaia di pagine di Facebook, ne fanno girare l’immagine in tutto il mondo mentendo spudoratamente sul perché di quelle ferite. Il fatto tragico è che adesso quella bambina e la sua famiglia non potranno più chiedere aiuto a nessuno perché irrimediabilmente resi (non per colpa loro) inaffidabili da questa vergognosa campagna pacifinta.

Sarah F. Free Italian Press
 


Un'altra bufala viene magistralmente descritta qui. Ma quante altre ce ne sono in giro che non vengono scoperte?
 

20 aprile 2012

La miniera dell'odio

Ieri in Israele e in tutto il mondo si è commemorata la giornata della memoria, un giorno che ogni anno ricorda all’umanità lo sterminio di sei milioni di ebrei per mano nazista. Io che non sono ebreo ma che per tanti motivi sono vicino a Israele e al popolo ebraico, sento questa giornata come se toccasse me direttamente, come se anche io fossi ebreo.

In questi giorni in cui torna sinistra la parola “sterminio degli ebrei”, in cui sempre più numerosi sono gli episodi di antisemitismo, questa ricorrenza fa riflettere in modo particolare. Mi torna in mente un profetico articolo di Miriam scritto ormai due anni fa (questo il link) nel quel parlava della prossima Shoah, il prossimo sterminio degli ebrei, quello che come nel caso nazista viene pianificato a tavolino e messo in atto. Ecco, a me sembra che quello a cui stiamo assistendo in questi giorni sia qualcosa di pianificato e non qualcosa di casuale. Magari mi sbaglio, magari sto scadendo nella retorica oppure mi sto improvvisamente trasformando in un Giulietto Chiesa e vedo complotti ovunque, ma credo che la nostra Miriam avesse ragione.

Non voglio stare qui a ripetere quali sono i nemici di Israele e del popolo ebraico, li conosciamo tutti e noi ne parliamo quasi ogni giorno, no, a preoccuparmi non sono (solo) i nemici conosciuti ma sono soprattutto quei nemici che operano nel buio e che magari appaiano come “amici” mentre invece collaborano e trattano con i nemici. Negli atteggiamenti di questi “finti amici” vedo quella deliberata scelta criminale che sta dietro a ogni decisione che comporta una pianificazione. A volte è persino imbarazzante la sfrontatezza con cui certi “finti amici” parlino in un modo per poi agire in senso totalmente contrario. Dicono che l’Iran è un pericolo ma poi stringono accordi segreti con gli Ayatollah (Obama). Dicono che Hamas è un gruppo terrorista ma poi ci fanno a bacini ad ogni occasione (Catherine Ashton). Sostengono che Israele ha Diritto ad esistere ma poi fanno di tutto per minarne la sicurezza (Obama & Ashton) mettendone seriamente a rischio l’esistenza.

Sono questi finti amici che come nel 1939 fanno finta di non vedere cosa sta accadendo. Anche allora tutti sapevano ma si giravano dall’altra parte. Oggi avviene la stessa cosa, tutti sanno, tutti conoscono quali sono gli obbiettivi finali di gente come Ahmadinejad, Hamas o Hezbollah, però fanno finta di non vedere, si girano dall’altra parte o, peggio ancora, diventano complici di questi fanatici.

Io non credo che parlare di un nuovo rischio di sterminio per gli ebrei sia esagerato. Lo so, adesso i soliti anti-israeliani diranno che anche io soffro della “sindrome da accerchiamento” come i miei amici di Gerusalemme. A parte che basta dare una occhiata alla posizione di Israele per capire che l’accerchiamento non è affatto una sindrome ma è tremendamente reale, e poi l’escalation di odio antisemita a cui si assiste ormai quotidianamente non può non riportare alla mente cosa avvenne con l’avvento di Hitler, la campagna stampa contro gli ebrei rei di essere colpevoli di qualsiasi cosa avvenga nel mondo. Provate a dare una occhiata a uno qualsiasi dei siti o blog anti-israeliani e vi renderete conto che a loro confronto Goebbels era un dilettante della disinformazione.

E’ questa miniera d’odio a preoccuparmi, una miniera che invece di esaurirsi ogni giorno mostra un nuovo filone, una nuova trovata, una nuova menzogna per mettere in difficoltà Israele e tutto il popolo ebraico.

Beh, lasciatemi dire che questa miniera va chiusa, con le buone o con le cattive, perché una differenza c’è tra quello che è avvenuto durante la seconda guerra mondiale e oggi: c’è Israele e, soprattutto, non ci sono ebrei disposti a farsi massacrare senza reagire. E dovranno essere gli amici veri di Israele a dare la spinta anche per quelli falsi. Certo, siamo pochi, ma siamo assolutamente decisi e schierati senza alcuna titubanza. Questo anche per chiarire a coloro che ci “accusano” di essere schierati a prescindere che, SI, siamo decisamente schierati e nulla o nessuno ci farà cambiare idea.

Franco Londei su Secondo Protocollo




permalink | inviato da esperimento il 20/4/2012 alle 16:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

19 aprile 2012

Ricordiamo un mondo scomparso

Oggi è Yom Ha Shoah, il giorno che lo Stato di Israele ha voluto dedicare alla Memoria di 6milioni di ebrei deportati, massacrati e trucidati dai nazisti

Questo, questo e questo sono scorci di quel mondo che non esiste più e questo per ricordare che oggi gli ebrei non permetteranno più una simile distruzione perché la loro identità è cambiata:





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